Chirurgia ricostruttiva della mammella


Dopo asportazione parziale o totale della mammella femminile in seguito a carcinoma, si impone di applicare tutte quelle tecniche chirurgiche che consentano una ricostruzione completa della mammella stessa.
Analizziamo nel complesso i vari passaggi chirurgici necessari.

Tecnica

La ricostruzione mammaria prevede due passaggi fondamentali: la ricostruzione del cono mammario e la ricostruzione del complesso areola-capezzolo.

  1. Ricostruzione del cono mammario
    Questo passaggio e’ fondamentale perché consente di ricostruire il corpo della mammella e quindi la sua esistenza.
    Per fare questo esistono  due tecniche , che vengono scelte a seconda delle condizioni specifiche che residuano dopo la demolizione oncologica.

    • skin expander o espansori cutanei
      Si utilizzano gli espansori cutanei, quando la cute che residua dopo asportazione e’ di ottima qualita’ , abbondante ed elastica.
      Gli espansori sono dei “palloncini gonfiabili”  he si posizionano al di sotto della pelle che si vuole espandere. Una volta in sede, vengono gonfiati progressivamente , e una volta ottenuta cute in abbondanza, sono sostituiti da una protesi in silicone. In questo modo si ottiene un cono mammario sporgente e naturale.
    • Lembi mio- cutanei
      Quando la cute che residua dopo la demolizione oncologica e’ di scarsa qualita’ , tesa ed anelastica, e’ necessario apportare cute nuova ( lembi) da aree limitrofe alla mammella asportata.
      I lembi mio -cutanei sono delle zone di cute e muscolo che vengono fatti ruotare da zone vicine , come la cute del dorso  ( lembo mio -cutaneo del  muscolo Gran Dorsale) o la cute dell’addome ( lembo mio -cutaneo del muscolo Retto Addominale). In questo modo si ottiene la sporgenza della mammella ricostruita.
      Anche in questo caso si possono utizzare delle protesi mammarie per ottenere un maggior volume.

    Come procedimento accessorio si puo’ iniettare  del grasso , aspirato da aree donatrici come  glutei o fianchi   del paziente stesso  , nel contesto del cono mammario ricostruito. Questa tecnica (lipofillig) consente di ottenere una mammella piu’ morbida e naturale.

  2. Ricostruzione del complesso areola-capezzolo
    Dopo la ricostruzione del cono mammario, esige la ricostruzione dell’areola e del capezzolo. Esistono varie tecniche , che si possono ricondurre a tre metodiche principali.

    • A) ricostruzione dal complesso areola-capezzolo controlaterali Quando l’areola e il capezzolo controlaterali ( ovvero della mammella sana) sono ben definiti e il capezzolo e sporgente, si possono utilizzare per ricostruire i mancanti. Si asporta una strisciolina nastriforme dall’areola e l’apice del capezzolo della mammella sana. Quindi si trapiantano sul cono mammario ricostruito, avendo cura di posizionarli in modo simmetrico.
    • B) ricostruzione con tessuti non areolari Quando l’areola e il capezzolo controlaterali non garantiscono una quantita’ sufficiente, si utilizza una strisciolina di  cute prelevata dall’inguine dalle grandi labbra . Si trapianta la cute  all’apice del cono mammario ricostruito e si modella  una nuova areola. La pelle dell’inguine o delle grandi labbra tende a iperpigmentarsi nei mesi successivi al trapianto , per dare un colorito intenso simile a quello dell complesso areola- capezzolo naturale.
    • C) tatuaggio
      E’ il metodo piu’ rapido e meno aggressivo, anche se non da la tridimensionalita’ della ricostruzione chirurgica.